Oggi si affrontano con crescente interesse le tematiche dell’“etica aziendale”, della “corporate responsibility”, della “legittimazione sociale”, della “social accountability”. Sono tutti aspetti di uno stesso fenomeno, in cui l’impresa è chiamata ad assumersi nuove responsabilità nei confronti della collettività.
Nel panorama internazionale, così come in quello italiano, siamo interessati, da qualche anno, da una vera e propria rivoluzione culturale, per la quale si afferma con forza la consapevolezza che l’attività imprenditoriale non può essere finalizzata solo al perseguimento di obiettivi di natura reddituale, ma deve, coscientemente, assolvere anche ad una funzione sociale che le deriva dal fatto di essere inserita in un contesto socio-ambientale con il quale instaura articolate e complesse relazioni.
Le associazioni dei consumatori, le organizzazioni sindacali, gli attori politici, le varie organizzazioni per la salvaguardia dell’ambiente, la collettività tutta, organizzata in formazioni sociali sempre più consapevoli dei loro legittimi interessi, stimolano le imprese verso l’assunzione di nuove responsabilità, allo scopo comune di raggiungere una migliore qualità di vita.
Per questo, l’attività imprenditoriale non è più valutata e giudicata solamente sulla base di semplici criteri economici, ma anche in ragione delle conseguenze che questa stessa attività produce sull’ambiente interno ed esterno all’impresa.
Le aziende si trovano di fronte all’esigenza di dimostrare la capacità di attuare comportamenti “economici” volti a rispettare le legittime attese della collettività, attraverso la condivisione di principi etici che caratterizzano la società civile moderna, quali la centralità della persona umana, il rispetto dell’ambiente, la correttezza e la trasparenza nei rapporti negoziali, la garanzia dei diritti dei lavoratori, valori già inclusi nella “mission” del mondo cooperativo.
Per realizzare questo obiettivo di gestione efficiente e responsabile, le aziende si sono dotate di codici etici e deontologici e, sempre di più, di un processo di rendicontazione allargata, che consiste nel così detto bilancio sociale.
Il bilancio sociale ha come scopo quello di offrire dati qualitativi e quantitativi sulle operazioni svolte dall’impresa per effetto delle finalità sociali assunte consapevolmente.
Legacoop Abruzzo, certa dell’importanza di tale documento per generare valore in termini di fiducia, consenso e capitale relazionale, ha deciso di annoverare, tra i servizi forniti alle cooperative associate, la redazione del Bilancio Sociale. Tale volontà, nasce infatti dalla consapevolezza che oggi le imprese hanno bisogno di essere continuamente “accreditate”, per ottenere la fiducia di tutti i suoi innumerevoli stakeholder ed essere accolte come partners affidabili e competitori seri e responsabili.
Il bilancio Sociale rappresenta, dunque, l’esito di un processo, e non un documento fine a se stesso. La sua realizzazione consente di dimostrare, a posteriori, se l’intenzione dell’impresa di qualificarsi come protagonista socialmente responsabile è rimasta solo un proposito, ovvero se si è tradotta in atti e fatti concreti coerenti con i valori di riferimento, la missione condivisa e la strategia elaborata.
Il futuro di ogni impresa è legato al ruolo sociale che essa è in grado di ricoprire e il Bilancio Sociale è lo strumento più efficace che permette di comunicare quel ruolo.



Bilancio Sociale

