18 Mag

Inail – comunicato dell’Istituto fornisce chiarimenti su equiparazione tra infezione da Covid-19 e infortunio sul lavoro: nessuna connessione tra il riconoscimento dell’origine professionale del contagio e la responsabilità del datore di lavoro

l’Inail è intervenuto sulla disciplina contenuta all’articolo 42 del decreto CuraItalia, in base alla quale il contagio da Covid-19 in occasione di lavoro è equiparato a infortunio sul luogo di lavoro.

Dal riconoscimento del contagio come infortunio sul lavoro non deriva automaticamente una responsabilità del datore di lavoro: a precisarlo l’Inail, che in un comunicato ha fornito il proprio chiarimento, molto atteso dal mondo del lavoro, in merito alla norma contenuta all’articolo 42 del decreto Cura Italia, relativa all’equiparazione del contagio da COVID 19, in occasione di lavoro, a infortunio sul luogo di lavoro. Non sono da confondere, si legge nel comunicato, i criteri applicati dall’Inail per il riconoscimento di un indennizzo a un lavoratore infortunato con quelli “totalmente diversi” che valgono in sede penale e civile. In questo senso, chiarisce l’Istituto, l’ammissione del lavoratore contagiato alle prestazioni assicurative Inail non assume alcun rilievo né in sede penale, dove vale il principio della presunzione di innocenza e dell’onere della prova a carico del pubblico ministero, né in sede civile, perché ai fini del riconoscimento della responsabilità del datore di lavoro è sempre necessario l’accertamento della colpa nella determinazione dell’infortunio, come il mancato rispetto della normativa a tutela della salute e della sicurezza. La molteplicità delle modalità del contagio e la mutevolezza delle prescrizioni da adottare nei luoghi di lavoro – spiega infine l’Istituto – oggetto di continui aggiornamenti da parte delle autorità sulla base dell’andamento epidemiologico – rendono estremamente difficile configurare la responsabilità civile e penale dei datori di lavoro.