07 Set

Solidarietà e unità d’intenti, presenza sul territorio, efficienza e qualità del servizio. Questi alcuni dei temi trattati in occasione dell’incontro del 6 giugno di Legacoop Abruzzo nella sede della Citigas di Giulianova, portata peraltro ad esempio di cooperativa in grado di salvarsi dalla crisi.
Hanno partecipato all’incontro il presidente di Legacoop Abruzzo Luca Mazzali, il responsabile commerciale del Consorzio Coscoop Massimo Batani, il direttore di area del Consorzio Integra Sandro Filabozzi, il responsabile commerciale area sud del Cns Alberto Fabbricini, Luca Giansanti sempre per il Cns, Gianluca Verasani, responsabile nazionale settore Manufatturiero-Industriale associazione Produzione&Servizi, il responsabile
nazionale del settore Costruzione-Impianti e Coordinatore del Mezzogiorno associazione Produzione&Servizi, Paolo Laguardia. Incontro coordinato da Liana Ciccone, vice presidente Legacoop Abruzzo.
Hanno partecipato le cooperative di Abitanti e Il Consorzio e le cooperative Sociali. In apertura il presidente Legacoop Abruzzo Luca Mazzali ha ricordato Roberto Falà, presidente Citigas, scomparso a giugno .
“Nella vita facciamo tanti progetti senza però fare mai i conti con il destino – nelle parole di Luca Mazzali -. Un uomo senza memoria è uomo senza gambe, per questo oggi nonché in ogni altra occasione ricordo e ricorderò l’uomo che mi ha offerto, dal primo momento del mio insediamento, pieno aiuto e sostegno”. L’incontro è stato occasione per ribadire alcuni temi portanti dell’essere cooperativa, quali la solidarietà e l’unità di intenti che caratterizzano Legacoop, così da garantire una valida presenza sul territorio.
Fino alla leadership competente che consente di restare sul mercato, sfruttarne le opportunità, uscendo pertanto dalla marginalità, con efficienza e qualità del servizio. “Oltre al percorso in termini di efficienza nei costi e nelle logiche organizzative, da qui in poi bisogna lavorare alla qualità e all’innovazione dei processi, concentrandosi sul mercato che sta cambiando, sapendo come e guardando a cosa avremo bisogno fra 20 anni – ha ricordato ancora Luca Mazzali -. Sono competenze necessarie, servono poi politiche in termini di istruzione, guardando anche al mondo digitale. Dobbiamo andare verso l’innovazione. Legacoop deve quindi cambiare marcia in vista di tali obiettivi, deve essere di stimolo e favorire opportunità per le aziende, con gli strumenti e i contenuti che sapremo creare”. “Presentiamo il programma di sviluppo per la promozione e la gestione dei piani industriali di sviluppo delle Pmi cooperative nel settore costruzioni e impianti – nel commento di Liana Ciccone, vicepresidente Legacoop Abruzzo e Ad di Citigas -. Creare opportunità è il nuovo modello di efficienza richiesta alle cooperative”.
Secondo il responsabile nazionale del settore Costruzione-Impianti e Coordinatore del Mezzogiorno associazione Produzione&Servizi, Paolo Laguardia “abbiamo bisogno di una visione organica del territorio, fare sistema per essere riconosciuto come valore aggiunto nella società. Legacoop deve essere riconosciuta come movimento cooperativo. Possiamo dire che con questa presidenza abbiamo una responsabilità in più perché dobbiamo offrire un’opportunità e le cooperative devono coglierle. Per l’Housing sociale esistono le condizioni di convergenza al progetto e opportunità di sviluppo attraverso la codifica dei comportamenti”.
In vista del congresso della prossima primavera è stato poi ricordato come i consorzi siano strumenti per far rinascere e crescere le cooperative, per far vincere loro le sfide e raggiungere gli obiettivi prefissati. “Per uscire dalla crisi -ha ricordato Liana Ciccone di Citigas – abbiamo preso decisioni anche difficili, senza temerne le conseguenze. In questo ci ha aiutato il sistema di controllo
gestione, nonché il dire no a certi tipi di lavoro, rinunciando a delle marginalità. In questo processo è stato fondamentale il rapporto con Conscoop, per traghettare la cooperativa nell’uscita dalla crisi, permettendoci di investire su determinate figure professionali. Nella crisi della perdita del presidente, è stato accelerato il processo di ricambio generazionale facendo entrare tutte figure nuove che formeremo a seconda di come si muoverà il mercato”.“Il contributo delle cooperative di successo è anche quello di far crescere i consorzi – ha aggiunto Liana Ciccone -. Le cooperative abruzzesi devono ricominciare ad avere dunque rapporti con Legacoop e con i consorzi”.
“Una politica che tutte le cooperative devono adottare per continuare a vivere – ha aggiunto Luca Mazzali – è quella di lavorare sulle logiche di efficienza, coniugandole alla qualità e all’attenzione al socio, senza sfociare però nell’assistenzialismo. Dobbiamo avere forza e coraggio per muoverci in questa direzione, riportando Legacoop Abruzzo ad avere un peso di rappresentanza anche a tavoli politici che possano guidare il futuro”.
“La responsabilità del gruppo dirigente Legacoop è quella di tracciare il solco dei prossimi 20 anni – ha affermato Alberto Fabbricini, rappresentante CNS Consorzio nazionale servizi società cooperativa -. Vinciamo se il sistema Legacoop torna a contare sui tavoli nazionali. In questo il Mezzogiorno paga un ritardo strutturale e per questo penalizza la crescita delle piccole realtà. È
importante condividere le riflessioni di questo incontro ed essere presenti ai tavoli istituzionali nazionali”.“Le necessità delle cooperative del sud coincidono con quelle dell’intero territorio nazionale – ha ricordato Massimo Batani di Conscoop -. Il lavoro avviato 20 mesi fa è in dirittura di arrivo, si è pronti a partire con la seconda fase. Abbiamo già diverse adesioni oltre le previsioni iniziali, quindi bisogna selezionare i soggetti con i quali partire per poi estenderli anche ad altri”.
“Senza una presenza di cooperative sul territorio non siamo competitivi – così il
direttore di area del Consorzio Integra Sandro Filabozzi -. Siamo presenti a
macchia di leopardo, così non riusciamo a continuare a fare numeri importanti.
Abbiamo 40 milioni di euro di capitale sociale, 143 cooperative aderenti, con 18 in sofferenza pre crisi. Le opportunità ci sono e bisogna guidare le cooperative verso fette di mercato che possono essere conquistate, sebbene molte occasioni si perdano per mancanza di specializzazione e coerenza delle stesse cooperative. I soci poi fanno la differenza, sentendo propria la cooperativa e investendo con il proprio lavoro nel successo della stessa. Siamo in ripartenza, sfruttiamo l’energia del nuovo corso”. L’incontro è stato anche occasione per fare i conti con lo stato delle professioni nel mondo contemporaneo. “Se facciamo un paragone con un testo del 1594 in cui un frate parlava di 540 professioni differenti nel mondo di allora, con un sito americano che oggi ne censisce invece 12mila – ha concluso Sandro Filabozzi – c’è da chiedersi quali siano le professioni che sono nate, che continuano a nascere e soprattutto chi copre quegli incarichi
nuovi. Bisogna quindi puntare sul livello di adeguatezza delle cooperative. Oggi Lavoriamo per settori ma dobbiamo lavorare in logica intersettoriale.”