18 Nov

“Un progetto che integra il modello con cui la Regione Abruzzo vuole rilanciare un settore di altissima qualità e pregio e che è parte di quello complessivo con cui si intende promuovere e valorizzare il Made in Abruzzo”.

Con queste parole l’assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha sottolineato il supporto al progetto ‘Olio buono d’Abruzzo’ (finanziato nell’ambito del Psr) presentato in occasione della giornata del 15 novembre a Pescara.

Quello dell’Olio buono d’Abruzzo è appunto uno dei progetti presentati durante la giornata. Nello specifico, prevede le seguenti fasi: censimento dei terreni abbandonati, accordo tra proprietari e cooperative, formazione specializzata, intervento delle cooperative di lavoro, molitura, imbottigliamento, marketing etico, distribuzione.

“Il progetto – ha ricordato Luca Mazzali, presidente Legacoop Abruzzo – parte da una riflessione sull’abbandono dei campi, sul ricambio generazionale del settore, oltre alla competitività che stenta a conservarsi per via dell’infrazione al Made in Italy”.

Si comincia dunque con l’acquisizione di 5mila ulivi abbandonati, a fronte di un territorio dove se ne contano 80mila. “Il loro recupero – ha aggiunto Luca Mazzali – vuol dire sviluppare un tesoretto di valore e qualità di prodotto, attivare nuovi posti di lavoro e rendere efficienti i costi e i margini. Chiediamo sostegno alla politica e sensibilità alle reti distribuitive. Un progetto al quale tengo moltissimo”. L’obiettivo è produrre entro un anno il primo “olio buono d’Abruzzo”.

Riattivare gli ulivi abbandonati significa anche favorire il contrasto al dissesto idrogeologico, nonché impiegare, attraverso le cooperative sociali, lavoratori appartenenti a categorie disagiate.